L’ennesima risposta repressiva di un sistema governativo locale e nazionale in crisi
Rete dei Comunisti Pisa
Come in altri recenti casi, i fascisti a Pisa cercano di rialzare la testa su tematiche a loro care: razzismo, xenofobia, militarismo dichiarato, securitarismo come risposta al malessere sociale a causa di una crisi devastante del capitalismo, gestita dal Governo Meloni, in stretta continuità con i precedenti esecutivi di centro “sinistra”.
La mobilitazione antifascista di venerdì 27 marzo ha giustamente allontanato gli esponenti di “Azione universitaria” da piazza Chiara Gambacorti, notoriamente frequentata da giovani che niente hanno a che vedere con le posizioni reazionarie, guerrafondaie e nostalgiche di un gruppo universitario ben noto per manifestazioni inneggianti al ventennio mussoliniano.
In seguito a quei fatti si e’ scatenata una bagarre mediatica sulla presunta “violenza” degli antifascisti, smentita da video che mostrano invece i fascisti spruzzare spray al peperoncino negli occhi degli antifascisti, unici lesionati.
Nonostante questo, contro gli antifascisti si sono levati gli strali di quasi tutte le forze politiche, comprese quelle del cosiddetto “campo largo”. Altre forze politiche cittadine si sono invece chiuse in un colpevole silenzio, senza spendere una parola di solidarietà con gli antifascisti. Prove generali di “campi larghissimi”? Il prossimo futuro sarà rivelatore.
Per giovedì 2 aprile alle 16 e’ stata convocata dai fascisti universitari una iniziativa pubblica nelle sale del Comune di Pisa alla quale sono state invitate tutte le forze politiche pisane, per ricevere solidarietà e per condannare gli antifascisti. Non siamo tra gli invitati…. Contro questa sporca operazione mediatica e propagandistica che intende isolare gli antifascisti pisani e’ stato chiamato, di fronte al Comune di Pisa, un presidio a rappresentare il rifiuto di questa ulteriore provocazione in una città medaglia d’argento della Resistenza. Una richiesta regolarmente comunicata alle autorità competenti da Cambiare Rotta, Organizzazione Giovanile Comunista, ma rigettata dal Questore di Pisa, che ingiunge agli antifascisti il divieto di piazza XX settembre, determinando così le condizioni per cui i fascisti avranno l’agibilità del palazzo comunale, gli antifascisti invece non avranno il diritto di parola di fronte ad una istituzione pubblica che rappresenta il potere politico ed amministrativo di e per tutti i cittadini.
Sappiamo bene che l’attuale giunta comunale accoglierà a braccia aperte gli studenti fascisti, ma la sintonia politica tra fascisti e centro destra, così come la decisione del questore non ci faranno fare un passo indietro rispetto al diritto di parola e contestazione di questa ennesima provocazione. Un governo locale e nazionale in grave crisi politica utilizza di nuovo gli strumenti della repressione del dissenso, nel disperato tentativo di ridurre la spinta degli ultimi mesi, dagli scioperi dell’autunno al fianco della Palestina e contro il governo Meloni, sino alla clamorosa vittoria del NO al referendum contro la riduzione della Magistratura ad organo al servizio dell’esecutivo.
La Rete dei Comunisti esprime piena solidarietà a tutti gli antifascisti e le antifasciste che hanno contestato il raduno fascista di venerdì 27 marzo e condanna con risolutezza l’ingiunzione del Questore di Pisa che impedisce il presidio antifascista di giovedì 2 aprile in piazza XX settembre. Anche noi saremo a difendere, in piazza, il diritto a manifestare e a rivendicare la pratica dell’antifascismo militante come parte integrante della più generale lotta contro un sistema, quello capitalistico, che da sempre alimenta fascismi e movimenti reazionari a difesa del grande padronato e contro il mondo del lavoro.
Rete dei Comunisti Pisa
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