Rete dei Comunisti Toscana
All’alba di questa mattina (18.4.26) La nave Freeberg carica di munizioni ed esplosivi, proveniente dalla base di Camp Darby, doveva transitare dal porto di Livorno.
La segnalazione di alcuni lavoratori ha permesso di bloccare per un breve ma significativo lasso di tempo il ponte mobile di via Mogadiscio.
I lavoratori di USB Livorno, insieme ad una avanguardia di militanti che hanno partecipato e incarnato gli scioperi generali e le grandi mobilitazioni dell’autunno scorso, si sono sdraiati sul ponte, spostati a forza da un numeroso contingente dii celerini.
Si e’ praticata una indicazione chiara, che si colloca in una fase di forte recrudescenza della guerra mondiale a pezzi che sconvolge interi paesi e continenti, dalla repubblica bolivariana del Venezuela a Cuba socialista, sino all’intero Medio Oriente, sconvolto da un aggressione unilaterale degli stati uniti e dall’entità sionista.
La tregua conquistata grazie alla Resistenza iraniana, yemenita e libanese, la determinazione a non chinare la testa da parte del governo cubano e del Partito Comunista di Cuba dimostrano ancora una volta che esiste una variabile indipendente contro la quale le mire imperialistiche si infrangono rovinosamente. Non basta la potenza militare e tecnologica a piegare popoli portatori di culture millenarie, così come di esperienze rivoluzionarie forgiatesi in decenni di conflitto con il gigante dai piedi d’argilla d’oltre oceano.
Un’altra Resistenza e’ emersa in questi ultimi mesi anche nel nostro paese, di milioni di persone che hanno smesso di bersi le verità ufficiali sul genocidio del popolo palestinese. Chi ha scioperato per tre volte di seguito seguendo le indicazioni di USB e del sindacalismo di classe, bloccando il paese il 22 settembre, il 3 ottobre e il 28 novembre, chi ha votato NO al governo Meloni ha dimostrato di nuovo dopo tanti anni che e’ possibile condizionare le scelte politiche anche di un governo reazionario e fascista, senza sottostare alle ambiguità di un “campo largo” che cerca di rifarsi una verginità sul terreno della lotta per la pace mentre continua a votare a favore dei finanziamenti all’esercito ed al governo neo nazista ucraino.
I giovani e i lavoratori che questa mattina hanno bloccato la nave carica di armi in uscita dalla base della morte di camp Darby hanno rappresentato esattamente quella determinazione che sta scuotendo l’Italia, sulla quale scommettere per rompere finalmente il bipolarismo tra fascisti e neoliberisti, proponendo ed organizzando una prospettiva totalmente autonoma ed indipendente dai giochini dell’alternanza che perpetuano politiche di guerra guerreggiata e di guerra sociale contro i settori popolari.
Il prossimo 25 aprile parteciperemo sia al presidio antifascista a Livorno sia alla manifestazione che partirà da camp Darby per giungere ai 3 pini, contro la costruzione di nuove basi militari, sia al presidio pomeridiano che ricorderà Franco Serantini, anarchico ucciso a Pisa dalla polizia mentre si opponeva a un comizio fascista
E’ ora di organizzare la Resistenza alla guerra, di bloccare i traffici di morte, di costruire l’alternativa al capitalismo, gettando nel conflitto le basi materiali per una alternativa di sistema, il Socialismo del XXI secolo.

