Un Nuovo Cinema Aquila gremito ha ospitato ieri, domenica 7 giugno, l’assemblea nazionale della solidarietà con Cuba a Roma.
“Cuba per la pace, contro le aggressioni militari e il bloqueo degli Stati Uniti” il titolo dell’assemblea, partecipata come i momenti di confronto che hanno caratterizzato l’autunno e la solidarietà con la Palestina e contro la guerra.
Decine di interventi si sono alternati sul palco in rappresentanza di organizzazioni, associazioni, sindacati, partiti ed esperienze di solidarietà con Cuba, sia a nome dei promotori che arrivati al Cinema per prendere parte alla discussione.
Il percorso iniziato con la giornata di mobilitazione del 28 maggio esprime un livello di unità e disponibilità allo “stare insieme nonostante le differenze” che probabilmente solo la storia di Cuba poteva aiutare a mettere in campo.
L’assemblea è stata aperta dal saluto dell’ambasciatore della Repubblica di Cuba in Italia Jorge Luis Cepero Aguilar, il quale ha ringraziato le tantissime manifestazioni di solidarietà nei confronti del popolo cubano succedutesi negli ultimi mesi.
Tema della discussione è stata la sottoscrizione di un “Protocollo di intesa” che impegni tutti i firmatari a moltiplicare gli sforzi contro il bloqueo, a denunciare il genocidio silenzioso del popolo cubano e a riaffermare il principio autodeterminazione di Cuba secondo il diritto internazionale, in continuità quindi con le parole d’ordine al centro della solidarietà con la Palestina.
Tutta l’assemblea ha più volte sottolineato la vocazione per la pace, la solidarietà e la cooperazione dimostrati dall’eroico popolo cubano, come visto in Italia con la Brigata medica giunta con il COVID e ancora oggi operativa in Calabria, Brigata raggiunta telefonicamente per salutare i lavori dell’assemblea.
Molte le parole che hanno sottolineato come, dopo il rapimento del presidente Maduro, il bombardamento dell’Iran e il continuo sostegno ai fronti di guerra israeliani, l’imperialismo statunitense stia stringendo l’assedio sull’isola per colpire le enormi conquiste sociali della Rivoluzione cubana, come sulla sanità, l’istruzione e la solidarietà internazionale.
“Cuba salva, Cuba cura. Ora tocca a noi difendere Cuba“, si legge in chiusura del Protocollo, a sottolineare la vocazione dell’alternativa costruita da Cuba socialista, in direzione ostinata e contraria rispetto alle bombe esportate dagli Stati Uniti, anche prima della presidenza Trump.
Il percorso, seguendo lo spirito della manifestazione unitaria tenutasi a Roma lo scorso 11 aprile, intende continuare ad allargare la partecipazione e il protagonismo di tutti e tutte coloro che riconoscano a Cuba il rispetto dovuto per un’esperienza che non ha mai rappresentato una minaccia per nessun altro popolo al mondo.

