Appello per un mese internazionale di azione per la liberazione di Georges Abdallah

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(24 settembre – 23 ottobre 2021)

La Rete dei Comunisti aderisce, sostiene e partecipa al mese di mobilitazione internazionale per la liberazione di Georges Ibrahim Abdallah, comunista libanese e combattente per la lotta di liberazione del popolo palestinese, attivo nella resistenza delle Frazioni Armate Rivoluzionarie Libanesi al tempo dell’invasione del suo paese da parte delle truppe sioniste, detenuto in Francia dal 1984.

Nonostante dal 1999 possa accedere alla libertà vigilata, questa gli è sempre stata negata; inoltre, lo Stato francese ha fatto carta straccia delle due sentenze di scarcerazione condizionata pronunciate dal Tribunale di esecuzione delle sentenze. La giustizia francese, agli ordini di un governo ansioso di preservare i suoi interessi imperialisti nel Medio Oriente e in tutto il Nord Africa, continua a mantenere Georges Abdallah in prigione, da 37 anni, facendone così il più vecchio prigioniero politico d’Europa.

In un “gioco giudiziario” truccato e marcio, la risolutezza nel non rilasciare George Abdallah è frutto di una decisione tutta politica. I vari ministri dell’Interno francesi si sono costantemente rifiutati di firmare l’ordine di espulsione, che condiziona il suo rilascio, verso il Libano sotto le pressioni degli USA e di Israele. Questo perché Georges Abdallah è diventato un simbolo della lotta internazionalista contro l’imperialismo: intorno alla giusta e necessaria rivendicazione della sua immediata liberazione si riuniscono le classi popolari, oppresse e sfruttate, dell’area Euro-Afro-Mediterranea e di tutto il mondo.

Durante tutti questi anni di detenzione, Georges Abdallah ha sempre mantenuto saldi ed intatti i suoi ideali politici per la lotta che ha sempre condotto e continua a condurre ancora oggi per la giustizia sociale, l’emancipazione e l’autodeterminazione dei popoli oppressi, contro la barbarie del capitalismo, la dominazione imperialista da parte delle potenze occidentali e ogni forma di sfruttamento.

La battaglia per la sua liberazione è parte integrante della più ampia lotta per difendere tutti i prigionieri politici rivoluzionari del mondo ed è pienamente radicata nel terreno delle lotte politiche e sociali del nostro tempo. È la lotta di coloro che si oppongono all’offensiva capitalista e alle sue guerre imperialiste di saccheggio, di tutti coloro che affrontano la violenza repressiva dello Stato, nelle strade, nei quartieri popolari, nelle università e nei luoghi di lavoro.

Georges Abdallah è un nostro compagno, soprattutto nella ferma consapevolezza che lui stesso non smette mai di esprimere: “un altro mondo non solo è possibile ma necessario”. Per questo, durante tutto il mese di mobilitazione internazionale, saremo impegnati in diverse iniziative al fianco delle numerose realtà politiche e sociali della Campagne unitaire pour la libération de Georges Abdallah e parteciperemo alla manifestazione del 23 ottobre sotto le mura del carcere di Lannemezan, perché la sua liberazione è la nostra determinazione!

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Lo scorso 19 settembre 2020, la Campagne Unitaire pour la Libération de Georges Abdallah aveva fatto appello ad un mese internazionale di mobilitazione per la liberazione del nostro compagno. Guidati dalla ferma convinzione che questa lotta deve essere condotta sul terreno politico, poiché il rifiuto dello Stato francese di liberare Georges Abdallah è una decisione politica, molte organizzazioni e collettivi hanno sostenuto questo appello e si sono impegnati concretamente sul terreno delle lotte, ovunque in Francia e a livello internazionale, per amplificare la mobilitazione e contribuire a far conoscere la situazione e la lotta di Georges Abdallah.

Questo appello si basava su una chiara linea politica e di difesa del nostro compagno: l’identità politica che Georges Abdallah stesso afferma nelle sue dichiarazioni. Una linea che ricorda che:

1) Georges Abdallah è un combattente della resistenza araba, un comunista libanese, un simbolo oggi della lotta contro l’imperialismo, il sionismo, il capitalismo e gli Stati reazionari arabi;

2) George Abdallah è un combattente per la causa palestinese che ha lottato contro l’invasione sionista del Libano e continua a combattere per la liberazione di tutta la Palestina;

3) Georges Abdallah è prigioniero politico dello Stato francese da più di 37 anni e questo sotto il plauso degli Stati Uniti e dell’entità sionista;

4) Ci riconosciamo pienamente nella lotta di Georges Abdallah. Ci riconosciamo nel suo incrollabile impegno rivoluzionario internazionalista durante i suoi tre decenni di prigionia per la fine del colonialismo in tutto il mondo, in tutte le sue forme, per la fine del capitalismo e dello sfruttamento e a sostegno della lotta dei popoli contro tutte le oppressioni;

5) Ci riconosciamo nella sua ferma determinazione e nella sua incrollabile coscienza di condurre la lotta per la sua liberazione non sul terreno delle “argomentazioni giudiziarie” di una giustizia classista ma al livello delle istanze politiche – il vero luogo dove si decide il posto e il peso del rito giudiziario quando si tratta di prigionieri politici;

6) Condividiamo la sua linea di condotta riguardo all’appoggio da dargli per la sua liberazione: “È sul terreno della lotta che possiamo e dobbiamo dare l’appoggio più significativo ai nostri compagni incarcerati”. E nel suo caso, come lui stesso dice molto chiaramente, “non basta che lo Stato libanese ‘esiga’ o piuttosto ‘chieda’ la mia liberazione, è anche necessario che l’equilibrio di potere realmente esistente possa far capire ai rappresentanti dell’imperialismo francese che la mia detenzione comincia a pesare più delle possibili minacce inerenti alla mia liberazione. Solo allora l’ordine di espulsione verso il Libano non sarà più opposto. Per questo, cari amici e compagni, la solidarietà più appropriata che si può dare a qualsiasi protagonista rivoluzionario imprigionato è quella che si sviluppa sempre più sul terreno della lotta contro il sistema di sfruttamento e dominio”. (Lannemezan, 19 ottobre 2019).

Questa linea di difesa del nostro compagno, su questa base politica che è la sua, è stata nostra negli anni passati e lo è ancora oggi.

È più che mai attuale in un momento in cui lo Stato francese continua a tenere Georges Abdallah in prigione senza che il ministro degli Inteni firmi l’avviso di estradizione che condiziona il suo rilascio. È anche più attuale che mai in un momento in cui Georges Abdallah continua ad affrontare i suoi carcerieri, a non concedere nulla, a resistere, e in cui la mobilitazione per la sua liberazione si rafforza giorno dopo giorno: in tutta la Francia, le iniziative per chiedere la sua liberazione si stanno svolgendo insieme ai rappresentanti eletti, nel cuore delle città e davanti alle autorità statali durante le campagne di attacchinaggio, i raduni e le tavolate organizzate, durante le riunioni, le cene e le feste di solidarietà, attraverso gli appelli di firme e le lettere inviate al più alto rappresentante dello Stato, durante le celebrazioni dei partiti politici, e naturalmente all’interno dei cortei di tutte le lotte sociali e politiche. Georges Abdallah, quotidianamente, fa parte delle nostre lotte e non si compie un solo atto militante senza che noi riaffermiamo di essere parte della sua lotta. Questo impegno nella regione e a livello nazionale è ormai ampio anche a livello internazionale dove Georges Abdallah ha sostenitori in quasi tutti i continenti (in America Latina – in Brasile, Messico, Argentina, Cile – negli Stati Uniti, nel Maghreb e nell’Oriente arabo, in particolare in Palestina e Libano, in India, in Europa).

È giunto il momento di fare in modo che George Abdallah non sia solo, come ha detto Leïla Khaled, “un simbolo per i rivoluzionari di tutto il mondo”, ma un simbolo di resistenza riconosciuto all’unanimità e di cui tutti chiedono la liberazione in nome del giusto e legittimo diritto alla rivolta e alla resistenza. È giunto il momento che Georges Abdallah sia riconosciuto come simbolo unanime della resistenza in un momento in cui, in tutto il mondo, le contraddizioni si stanno certamente acuendo, ma anche la resistenza dei popoli, che ora entrano in un confronto diretto con le autorità e rivendicano attraverso la rivolta ciò che è loro dovuto; in un momento in cui la resistenza del popolo palestinese, nella sua lotta per la liberazione nazionale, compie un assalto dopo l’altro contro l’occupante sionista, colpendo il cuore stesso degli insediamenti più sicuri o delle sue prigioni di alta sicurezza; in un momento in cui è giunto il momento di chiedere conto e di fare in modo che la paura cambi di campo!

Mentre in Libano si è appena formato un nuovo governo con Najib Mikati come primo ministro che, a suo tempo, nel 2012, aveva chiesto la liberazione di Georges Abdallah e reclamato il suo ritorno nel paese come cittadino libanese, è giunto il momento di intensificare il rapporto di forza amplificando ulteriormente la mobilitazione per la liberazione del nostro compagno.

E’ in questo senso e per tutte queste ragioni – pur rimanendo fedeli ai principi di azione e alla linea politica qui ricordata – che chiediamo oggi un nuovo mese di azioni, dal 24 settembre al 23 ottobre 2021, affinché tutti noi, i sostenitori del nostro compagno, non lasciamo uno spazio politico libero a livello locale, regionale, nazionale e internazionale senza mettere in agenda la richiesta della sua liberazione.

A Albertville, Amiens, Annecy, Aubagne, Aubervilliers, Besançon, Bordeaux, Clermont-Ferrand, Gennevilliers, Grenay, Grenoble, Lannemezan, Lille, Lyon, Marseille, Montauban, Montpellier, Morlaix, Nanterre, Nîmes, Paris, Pau, Saint-Denis, Saint-Etienne, Tarbes, Thionville, Toulouse, Troyes; in Alpes-Maritimes, Corsica, Finistère, Gers, Gironde, Haute-Marne, Hautes-Pyrénées, Hérault, Ile de France, Lot-et-Garonne, Nord et Pas-de-Calais, Cornwall, Poitou-Charentes, Puy-de-Dôme, Rhône-Alpes, Seine-Maritime e Tarn-et-Garonne; in Algeria, Germania, Inghilterra, Argentina, Belgio, Brasile, Canada, Spagna, Grecia, India, Italia, Kurdistan, Libano, Lussemburgo, Marocco, Palestina occupata, Perù, Polonia, Romania, Tunisia, Turchia – ovunque in Francia e nel mondo dove la lotta di Georges Abdallah è trasmessa e la richiesta della sua liberazione è portata, ovunque siamo – sostenitori attivi del nostro compagno – moltiplichiamo le azioni di mobilitazione e intensifichiamo la pressione sui rappresentanti e i luoghi di potere dello Stato francese affinché finalmente l’avviso di espulsione sia firmato dall’attuale ministro degli interni, condizione per la liberazione del nostro compagno, e affinché questa lotta per la morte di questa iniqua perpetuità reale sia vinta.

Tutti noi – anarchici, autonomi, antifascisti, antimperialisti, antisionisti, comunisti, democratici, ecologisti, internazionalisti, libertari, marxisti-leninisti, marxisti-leninisti-maoisti, repubblicani ribelli, rivoluzionari, trotskisti; impegnati in partiti, sindacati, fronti, campagne, associazioni, collettivi, comitati, movimenti e reti multiple; impegnati a fianco del nostro compagno nelle lotte politiche per la Palestina, a sostegno dell’Intifada e contro la normalizzazione; per la difesa delle lotte dei popoli e della loro resistenza; per la difesa dei prigionieri politici e rivoluzionari; contro la reclusione; contro la violenza della polizia; per la difesa degli immigrati e dei quartieri popolari; contro il razzismo; per la difesa dei lavoratori, dei loro guadagni e dei loro diritti; per la difesa dei Gilets Jaunes; per la lotta per l’emancipazione delle donne; contro la tortura e la pena di morte – mobilitiamoci ancora una volta, tutti insieme dove siamo, in questa diversità che è nostra, dal 24 settembre 2021 al 23 ottobre 2021 affinché in questa data, l’undicesima manifestazione di Lannemezan sia l’ultima e che possiamo finalmente essere al suo fianco per continuare la lotta.

Uno, due, tre, mille iniziative per la liberazione di Georges Abdallah!

Lui è parte della nostra lotta, noi siamo parte della sua lotta!

La Palestina vivrà, la Palestina vincerà!

Vittoria o vittoria!

Parigi, 19 settembre 2021

Campagne unitaire pour la libération de Georges Abdallah

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