Manifestazione nella Giornata della Vittoria sul nazifascismo, contro guerra e riarmo, per riaffermare la prospettiva del socialismo
Roma – corteo
Sabato 9 maggio
Ore 15:00
Piazza Vittorio
Il 9 maggio del 1945 l’Armata Rossa e le Resistenze che si erano battute in tutta Europa poterono annunciare la sconfitta del nazifascismo e la fine della barbarie scatenata dalla Germania nazista e dei suoi alleati, Italia fascista compresa.
A distanza di ottantuno anni, la crisi del capitalismo sta portando di nuovo la guerra nell’agenda politica di tutti i giorni, minacciando i popoli del mondo intero.
Il genocidio ancora in corso a Gaza e la colonizzazione della Cisgiordania, l’attacco Usa-Israele all’Iran e al Libano, il rapimento del presidente Maduro e il criminale “bloqueo” imposto a Cuba sono gli ultimi esempi dell’aggressività dell’area euroatlantica nella competizione imperialista.
L’Unione Europea e il governo Meloni sono compartecipi di questa deriva guerrafondaia, complici dei crimini dello stato terrorista di Israele e degli attacchi degli Stati Uniti, che sostengono puntando sul riarmo per rispondere a crisi interna e crisi internazionali.
Il piano di riarmo da 800 miliardi dell’Unione Europea si inserisce in questa dinamica, risponde alla necessità della competizione imperialista e alle vicende interne nell’alleanza atlantica dell’era Trump, mettendo una seria ipoteca sul futuro di tutto il continente.
Su questo, in Italia anche le forze del campo largo, che si professano alternative alla Meloni, sostengono invece il riarmo e la prospettiva di un esercito europeo e una difesa comune, con le conseguenti politiche del governo antipopolari e securitarie per chi vive e lavora nel Paese.
Di fronte alla battaglia ideologica combattuta contro le conquiste del socialismo, come testimonia l’equiparazione tra nazismo e comunismo votata dal Parlamento europeo nel 2025, riaffermare la storia del movimento operaio e comunista significa riaffermare la centralità del socialismo come unica soluzione possibile alla crisi del modo di produzione capitalista.
Mettere al centro la questione del socialismo oggi significa dare una prospettiva concreta ai lavoratori, agli studenti, alle donne e alle classi popolari anche qui in Italia, un paese che fa parte della NATO e dell’UE. I comunisti e le comuniste possono svolgere un ruolo fondamentale per risalire il piano inclinato in cui le classi dirigenti stanno trascinando l’umanità.
Nell’esempio della resistenza di Cuba e della Palestina, come di tutti coloro che si battono contro l’imperialismo e la guerra, il 9 maggio scendiamo anche quest’anno in piazza per la verità storica affermata dalla Giornata della Vittoria, contro le falsificazioni della “giornata dell’Europa” e in difesa di tutte le esperienze di lotta antimperialista e anticolonialista.
Comunisti e comuniste


