Continuiamo a costruire il sostegno politico e la solidarietà materiale con l’Isola!
Rete dei Comunisti, Cambiare Rotta, OSA
Con 283 voti favorevoli, 199 contrari e 85 astensioni, il 18 giugno 2016 l’Eurocamera a Strasburgo ha votato una risoluzione in 14 punti su “Repressione politica e situazione umanitaria a Cuba”.
La risoluzione 2026/2735 rimarrà nella Storia come un’atto formale della UE di aperta ed attiva complicità in quello che è il secondo genocidio, dopo quello Palestinese, che l’Occidente sta perpetrando attualmente nei confronti di questi popoli, ed una convergenza con quella che è la politica statunitense rispetto alla Repubblica Socialista di Cuba, vista come vero e proprio nemico ideologico con cui interrompere qualsiasi rapporto.
É un vero atto di accusa contro “il regime comunista di cuba” principale responsabile della situazione dell’Isola, considerando Cuba senza mezzi termini “uno Stato fallito” ed una “anomalia anti-democratica” nella regione.
I toni sono gli stessi che hanno usato le amministrazioni statunitensi dopo la cacciata di Battista, non perdonando alla Rivoluzione cubana le proprie politiche sociali – e solo successivamente socialiste – ed il proprio interessamento per le sorti dell’intero continente latino-americano.
A questo nuovo clima da Guerra Fredda, l’UE ha ben pensato di adeguarsi, con una maggioranza che ha deciso di esprimere lo stesso indirizzo politico oltranzista dell’amministrazione statunitense.
La risoluzione ha come premessa una serie di punti che elenca “considerando” vari aspetti riguardo alle risoluzioni degli anni precedenti dell’Unione e differenti prese di posizione in ambito UE e non solo, tenendo come asse principale il solo parzialmente applicato Accordo di Dialogo Politico e Cooperazione tra gli stati membri della UE e la Repubblica del dicembre del 2016, entrato in parte in vigore nel novembre dell’anno successivo, che di fatto regolava i rapporti tra l’Unione e Cuba. Accordo che con tale risoluzione, al punto 6, viene definitivamente sospeso fino all’attuazione di alcune misure vincolanti per il suo ripristino che sono di fatto un auto-imposto “regime chance” a cui anelano gli stessi Stati Uniti.
La risoluzione è un vero e proprio atto d’accusa contro l’Isola, in particolare al rispetto dei diritti politici, all’incapacità di utilizzare i fondi stanziati dalla UE e dalla ONU in aiuti per migliorare le condizioni della popolazione, ed una radiografia del deterioramento della situazione dipingendo una crisi umanitaria reale ma stravolgendone completamente le ragioni.
Il punto G, delle premesse in ordine alfabetico, infatti, da il senso dell’attacco politico complessivo che viene mosso, ribaltando completamente il rapporto tra cause ed effetti ed affermando che “l’emergenza umanitaria non è il prodotto di alcun embargo esterno ma la diretta conseguenza dei modello proprio del regime e dei suoi fallimenti”, aggiungendo che “questa crisi non può essere separata dai decenni di repressione di Stato, ed i rischi di ulteriore instabilità con conseguenze umanitarie, migratorie e di sicurezza”.
Il criminale blocco statunitense che da più di 60 anni colpisce l’Isola e l’inasprimento di quella che di fatto è una guerra senza bombe portata avanti da Washington, vengono rimossi dalla risoluzione della UE.
Poco più sotto, al punto M si attacca la cooperazione militare con la Federazione russa, ed addirittura la spedizione dell’unica petroliera che da mesi è entrata nell’Isola!
Al punto 7 si propongono “misure mirate” giustificate dal EU Magnitsky Act, contro Miguel Díaz-Canel stesso ed in generale contro di fatto tutta la leadership cubana posta nelle posizioni apicali della sicurezza, del sistema giudiziario-penitenziario, e contro i dirigenti della GAESA.
É interessante notare che viene espressamente citata la posizione di Cuba sulla guerra in Ucraina, ed il suo allineamento con la Bielorussia, segno di come la UE veda con il fumo negli occhi chiunque non segua la sua follia bellicista.
Con questa risoluzione il Parlamento dell’Unione Europea rompe i rapporti con Cuba, assolve la politica statunitense, auspica di fatto per una politica si sanzioni contro la leadership cubana, invece che denunciare e cercare di prevenire il genocidio che si sta consumando nei confronti del popolo cubano, in spregio alla Convenzione internazionale dell’ONU così come sui numerosissimi voti in ambito delle Nazioni Unite contro il Bloqueo.
La UE mostra ulteriormente il suo volto imperialista, neo-coloniale, predatorio e genocida.
É ancora più necessario quindi continuare a sostenere politicamente il processo di transizione socialista cubano che sta intraprendendo strade originali per affrontare la situazione più difficile dalla vittoria della Rivoluzione contro il dittatore filo-statunitense Batista, ed allo stesso tempo continuare nella costruzione della solidarietà materiale indispensabile per rendere meno asfittica la situazione di vero e proprio assedio che l’Isola sta conoscendo da mesi.
É d’obbligo che si crei, in difesa di Cuba, il più ampio e variegato fronte unitario affinché i disegni di Washington e di Strasburgo vengano annichiliti dall’eroica resistenza del popolo cubano e dalla solidarietà internazionalista!

