Isola Verde – Parco della Zucca
30 luglio, ore 19.00
In vista della manifestazione del 2 agosto, in ricordo della strage fascista e di Stato alla stazione di Bologna, proponiamo un momento di approfondimento sulla lunga stagione della strategia della tensione e della repressione che ha attraversato la nostra città.
Dalle bombe degli anni Settanta e Ottanta fino alle violenze della cosiddetta Banda della Uno Bianca, Bologna è stata uno dei principali teatri di una guerra a bassa intensità, fatta di stragi, depistaggi, coperture, violenze e abusi che hanno colpito lavoratori, studenti, militanti e cittadini.
Ripercorrere questa storia non significa guardare al passato con spirito puramente commemorativo. Significa comprendere le responsabilità politiche e istituzionali che hanno segnato quegli anni e riaffermare la necessità di ottenere piena verità e giustizia su tutti gli episodi che hanno colpito Bologna e il nostro Paese.
È una riflessione che parla anche al presente. Per questo discuteremo anche dell’assassinio di Abderrahim Fakir, ucciso da due agenti di polizia, un fatto che ha dato vita in questi mesi a una forte mobilitazione cittadina. Migliaia di persone hanno riempito le piazze di Bologna per chiedere verità e giustizia, l’accertamento delle responsabilità e la fine dell’impunità per chi esercita la violenza in divisa.
La memoria del 2 agosto non può essere separata dalle lotte di oggi. Ricordare le vittime della strategia della tensione significa anche opporsi alle violenze e agli abusi del presente, continuando a denunciare ogni forma di repressione e di violenza di Stato.
Per questo il 2 agosto saremo in piazza anche per Abderrahim Fakir. Perché la richiesta di verità e giustizia contro gli assassini di Stato, ieri come oggi, è parte della stessa battaglia.
Ne parliamo con Giacomo Marchetti, della redazione bolognese di Contropiano, per ricostruire questa storia e discutere del suo significato ancora oggi.


