Rete dei Comunisti/Cambiare Rotta/OSA
Il 29 gennaio, l’attuale presidente statunitense Donald Trump ha firmato un “Ordine Esecutivo” in cui si dichiarava l’emergenza nazionale per Cuba, marcando il fatto che il Paese rappresenterebbe: “una minaccia inusuale e straordinaria alla sicurezza nazionale e alla politica estera”, rinfocolando le accuse per le quali aveva ripristinato lo Repubblica caraibica nella lista dei paesi che patrocinerebbero il terrorismo, 6 giorni dopo che Joe Biden – a fine mandato – l’aveva tardivamente tolta.
La decisione nord-americana di fine gennaio si è accompagnata alla minaccia di sanzionare i paesi che forniscono greggio all’isola. Da allora solo una petroliera russa è giunta a l’Avana.
Con la militarizzazione di parte statunitense del Mar dei Caraibi, una vera propria “occupazione navale” avvenuta nell’agosto scorso, Washington ha attuato un salto di qualità nella sua aggressività nei confronti del continente latino-americano, con una sorta di nuova politica delle cannoniere con cui mira a ripristinare il proprio dominio su ciò che ha da sempre considerato il suo “giardino di casa”.
É chiaro che gli Stati Uniti stanno, in maniera molto assertiva, cercando di ripristinare la propria supremazia in ciò che chiamano l’ ”Emisfero Occidentale” come avevano esplicitato nel documento che orienta la politica estera nord-americana, quella che Trump ha chiamato, con un neologismo, “Dottrina Don Row”.
Dopo l’aggressione al Venezuela ed il pesante condizionamento del suo corso politico e la forte ingerenza nelle elezioni colombiane che hanno contribuito alla contestata vittoria dell’esponente dell’estrema-destra Abelardo de la Espriella, Cuba rimane uno dei principali ostacoli – insieme al Nicaragua – al perseguimento dei fini politici di Washington ed il suo nemico ideologico per eccellenza. Gli USA vorrebbe riportarla ai tempi precedenti alla cacciata del dittatore filo-statunitense Fulgencio Batista.
Gli USA quindi stanno imponendo lo “strangolamento” dell’Isola con una sorta di punizione collettiva che penalizza concretamente la popolazione per imporre “con una pistola puntata alla tempia” i propri desiderata, pensando di potere stroncarne la capacità di resistenza.
L’imperialismo predatorio statunitense utilizza la tattica del blocco, diventato un vero e proprio assedio, che sta generando il secondo genocidio “in diretta”, dopo quello palestinese, che l’Occidente sta perpetrando con la diretta complicità dell’Unione Europea, come dimostra la recente infame risoluzione dell’Eurocamera su Cuba del 18 giugno 2026. L’Occidente creare una crisi umanitaria senza precedenti nella Storia dell’Isola dalla sua “indipendenza” dalla Spagna. A questo si unisce la vergognosa astensione dell’Italia all’ONU rispetto all’accettazione della discussione alle Nazioni Unite riguardo alla cessazione del Blocco, approvata a larghissima maggioranza.
La pressione su Cuba è cresciuta a dismisura negli ultimi mesi anche con l’estensione continua delle sanzioni, e le varie misure che colpiscono ormai qualsiasi soggetto di qualsiasi tipo che abbia relazioni con Cuba.
In questo contesto diventa più che mani fondamentale rompere l’assedio, prevenire questo tentativo di perpetrare un genocidio, e fare sentire tutta la propria vicinanza al popolo cubano ed alla sua dirigenza comunista che sta affrontando con grande creatività uno dei momenti più complessi e difficili dal della sua storia rivoluzionaria.
Da mesi siamo impegnati a dare vita a progetti di aiuto materiale a Cuba con differenti raccolte che stanno continuando, siamo stati presenti in varie delegazioni solidali all’interno di esperienze più ampie di solidarietà internazionalista, contribuiamo a costruire in Italia il fronte unitario più ampio possibile di sostegno politico e di mobilitazione permanente in difesa di Cuba, e non ultimo promuoviamo iniziative che mettano in evidenza i caratteri storici della transizione socialista cubana e l’importanza fondamentale per il riscatto di Nuestra America.
Per questo per tutto il mese di agosto ci recheremo a Cuba con differenti delegazioni in diverse iniziative di solidarietà internazionalista, di ricerca e di riflessione politica che celebreranno i cento anni della nascita di Fidel Castro, avvenuta ad Hulguín, il 13 agosto del 1926. Trenta compagni e compagne si recheranno integrando varie delegazioni, dalle Brigate Internazionali organizzate dall’ICAP al terzo Nuestra América Convoy, con le Brigate organizzate dalla Gioventù Comunista Cubana e con una delegazione invitata a partecipare ai lavori del convegno sul lascito del pensiero e dell’azione del Comandante Eterno Fidel Castro. Porteremo con noi fondi, farmaci e materiale sanitario, oltre a dispositivi informatici e digitali.
Con Cuba socialista!
Contro l’imperialismo predatorio statunitense e la complicità dell’Unione Europa!
Cuba chiama: partiamo!
11/7/2026


