Unire le lotte per costruire una alternativa di sistema contro l’attacco ai settori popolari, la militarizzazione dei territori, la devastazione ambientale.
Rete dei Comunisti – Cambiare Rotta
Sabato 26 Settembre a Firenze, ore 15 in Piazza Bambini di Beslan.
Manifestazione regionale a Firenze “Contro distruzione del territorio, sionismo, guerra e carovita”
La manifestazione di Sabato 26 settembre a Firenze, lanciata con la parola d’ordine “Contro distruzione del territorio, sionismo, guerra e carovita” unisce temi e soggetti organizzati diversi intorno ad obiettivi che, progressivamente, si vanno ad unire e confondere nel crogiolo militarista ed antipopolare determinato da una crisi sistemica del capitalismo occidentale senza precedenti nella sua storia.
Le classi dominanti statunitensi ed europee che gestiscono questo travaglio sono determinate ad usare ogni mezzo necessario per mantenere il controllo mondiale dei mercati, dei flussi finanziari, dello sfruttamento della mano d’opera, delle risorse energetiche e della natura più in generale. Genocidi, aggressioni militari unilaterali con l’obiettivo esplicito della rapina del petrolio, aggressione diretta e quotidiana contro la Russia come viatico per giustificare il rilancio del settore industriale/militare europeo, guerra economica interna contro i settori popolari, Decreti legge “sicurezza” che nel ridotto italiano stanno colpendo migliaia di militanti, militarizzazione delle società e riarmo.
Questo è il contesto generale all’interno del quale inserire gli “epifenomeni” locali, contro i quali scendiamo in piazza il 26 Settembre.
Attacco all’ambiente, militarizzazione dei territori, contrazione del reddito reale di settori sempre più ampi del mondo del lavoro, privatizzazione del sistema socio/sanitario pubblico, gestione bipartisan della repressione contro le lotte al fianco della Palestina, di Cuba e per contrastare l’attacco sistematico ai diritti sociali. Su questi terreni la Toscana è un vero e proprio laboratorio politico per il campo largo al governo della Regione ma anche per la destra, uniti e d’accordo sull’insediamento di nuove basi militari, sulla cementificazione delle città, sulla privatizzazione della sanità pubblica, sulla devastazione ambientale attraverso sistemi di raccolta dei rifiuti e gestione del verde orientati esclusivamente alla massimizzazione dei profitti, nonostante una crisi ambientale devastante, che questa estate ha causato più di 10mila morti solo in Europa occidentale. A morire per il caldo sono le fasce più deboli della popolazione, che devono ogni giorno decidere se mangiare, pagare l’affitto o accendere (per chi ce l’ha) il condizionatore d’aria.
È necessario unire le vertenze, le rivendicazioni e le lotte contro questi effetti reali della crisi di un modello, quello capitalistico, che non ha più niente da proporre se non la regressione verso spirali militariste, reazionarie e nazi fasciste già viste all’opera nel ‘900.
La manifestazione del 26 Settembre è la benvenuta perché si muove in questo senso. Si tratta di trasformare le tante vertenze specifiche in progetto organizzato di trasformazione radicale dell’attuale modello economico sociale, senza il quale la violenza del nemico di classe avrà il sopravvento, trascinando noi e il mondo intero verso il baratro di una terza guerra mondiale.
Le mobilitazioni antimperialiste di questi ultimi anni al fianco della Resistenza palestinese contro il colonialismo genocidario occidentale/sionista, la solidarietà internazionalista al fianco del popolo e del governo cubano, le lotte contro le politiche antipopolari del governo Meloni, hanno mostrato la potenzialità insita nell’unificazione di questi fronti di conflitto. Gli scioperi del “Blocchiamo tutto” dell’autunno 2025 sono lì a dimostrarlo. Si tratta di organizzare questa disponibilità alla lotta, indicando una prospettiva di rottura del capitalismo, verso un nuovo modello di società che per noi è il Socialismo del XXI secolo.


