Rete dei Comunisti, Cambiare Rotta, O.S.A.
Il 3 giugno 1931 nasceva Raúl Modesto Castro Ruz.
Raúl ha dedicato la sua vita alla causa rivoluzionaria prima contro il regime dittatoriale contro Fulgencio Batista, poi per l’affermazione della rivoluzione cubana contro i tentativi di destabilizzazione statunitense, per lo sviluppo della transizione socialista, per l’emancipazione dell’America Latina e non ultimo, da internazionalista, per la liberazione dei popoli africani dal giogo neo-coloniale.
É stato Militante nella Juventud Socialista, la federazione giovanile del PSP (Partido Socialista Popular) cubano di ispirazione marxista, partecipando da giovane al movimento di protesta contro il generale golpista Batista che con il colpo di Stato del 1952 dominerà la politica del Paese.
Il 26 luglio del 1953, insieme al fratello Fidel, ha partecipato all’assalto alla caserma Moncada e per questo venne arrestato ed imprigionato.
Dopo essere stato amnistiato, insieme ad altri esuli cubani e rivoluzionari – come Ernesto “Che” Guevara – sbarcò dal Messico a Cuba con il Granma nel dicembre del 1956 iniziando il processo guerrigliero che culminò qualche anno dopo con la vittoriosa insurrezione che cacciò il dittatore filo-americano.
Dopo la vittoria della Rivoluzione, il 1 gennaio del 1959, venne nominato nel 1959 ministro delle Forze armate rivoluzionarie, e nel 1965 diventa membro del bureau politico e secondo segretario del comitato centrale del neo costituito Partito comunista cubano (PCC).
Ha ricoperto varie cariche ai vertici sia delle istituzioni cubane che del PCC.
Alcune settimane fa con l’intensificarsi dell’affondo statunitense contro l’Isola è stato incriminato dal Dipartimento di Giustizia statunitense per la sua presunta responsabilità nell’abbattimento nel 1996 di due aerei decollati da Miami nell’ennesima provocazione sopra i cieli cubani.
É per rivoluzionari come lui che il poeta comunista tedesco Bertolt Brecht ha scritto questi versi:
“Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi,
ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi,
però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili”


