Dopo i primi sette giorni di intensa attività della brigata, ci avviamo verso la seconda fase del lavoro politico e di interscambio che abbiamo potuto sviluppare in questi giorni.
Abbiamo avuto occasione di incontrare importanti esponenti del partito comunista cubano e della gioventù comunista, del mondo della cultura, del lavoro nei campi e delle nuove imprese a conduzione privata/statale (minime – piccole e medie imprese). Abbiamo ascoltato dalla viva voce degli scienziati e dei ricercatori che si occupano di una vera riconversione ambientale (plan Tarea Vida). Abbiamo avuto occasione di vedere lo sforzo che le istituzioni governative stanno facendo per bambini orfani nonostante la gravissima crisi determinata dall’assedio imperialista statunitense, così come l’impegno prioritario a mantenere viva e attiva la memoria della Rivoluzione attraverso la Associación de combattientes de la Revolución Cubana ancora in vita.
In questi giorni abbiamo anche avuto modo di vedere la differente condizione delle città che abbiamo attraversato, che conferma la storica difficoltà di gestione di una capitale sovrappopolata, l’Avana, aggravata di molto in questi mesi di continui apagones e penuria di carburante e le città della provincia come Santa Clara e Cienfuegos meglio gestite grazie ad un numero di abitanti proporzionati al territorio interessato.
Anche sul terreno della riconversione energetica, pur nei limiti imposti dal criminale assedio imperialista, abbiamo visto come dai mezzi di trasporto (collectivos) alle grandi centrali costruite dalla Cina e da vari progetti solidali, alcune strutture strategiche sono tornate a funzionare.
Il popolo cubano, fuori da facile retorica, sta affrontando con estrema difficoltà una fase di crisi senza precedenti nella storia dell’isola, ma con la determinazione a resistere e superare questa fase durissima. Probabilmente nell’isola si apre una nuova fase del conflitto di classe, nella quale occorre “fare un passo indietro per farne due in avanti”. Le energie per superare questo periodo così duro ci sono tutte, a partire da un Partito Comunista e da una organizzazione politico/militare molto coesa a livello di massa. Noi dovremo adeguare la nostra analisi e le forme della solidarietà in base agli sviluppi dinamici della situazione internazionale, condizionata profondamente dalla crisi del modo di produzione capitalistico, che impone ai paesi occidentali politiche di guerra e genocidio che stiamo osservando e subendo in questi ultimi anni. Un impegno che ci aspetta per i prossimi mesi.
La seconda fase delle attività della Brigata José Martì prevede lo spostamento nell’accampamento internazionale Julio Antonio Mella, a 40 chilometri da l’Avana, dove ci riuniremo con le brigate Latino americana e africana, arrivando a superare le 200 unità di internazionalisti, numero che ha sorpreso molto positivamente I responsabili DELL’ICAP (Intituto Cubano de amistad con lo Pueblos),, colpiti anch’essi dalle sanzioni USA come organizzazione “terroristica” . Dall’accampamento raggiungeremo ogni giorno la capitale per seguire i tre giorni di attività del centenario della nascita di Fidel Castro Ruz, dove le delegazioni della Rete dei Comunisti, di Cambiare Rotta e di OSA si riuniranno ed interverranno direttamente nel dibattito.
Dopo la 3 giorni ci aspettano altre giornate di lavoro volontario con i campesinos cubani e una “Maraton 100 por FIDEL”
Da Santa Clara, Cuba
La delegazione della RdC nella brigata europea José Martì.
9 agosto 2026


