Il piano, l’assedio, il multipolarismo
[Intervista di Alfonso Bruno] Dialogo con Luciano Vasapollo e Rita Martufi su Cuba dopo il plenum straordinario
[Intervista di Alfonso Bruno] Dialogo con Luciano Vasapollo e Rita Martufi su Cuba dopo il plenum straordinario
[Luciano Vasapollo] Per far crescere le capacità produttive senza arretrare sul terreno della giustizia sociale, della sovranità nazionale e della proprietà sociale. Ancora una volta Cuba dimostra al mondo che il socialismo non è immobilismo, ma capacità di trasformazione. Chi per decenni ha previsto il crollo della Rivoluzione cubana è costretto oggi a confrontarsi con una realtà diversa: un Paese sottoposto al più lungo e feroce blocco economico della storia contemporanea che continua a riformarsi, innovare e progettare il proprio futuro.
Un Nuovo Cinema Aquila gremito ha ospitato ieri, domenica 7 giugno, l’assemblea nazionale della solidarietà con Cuba a Roma. “Cuba per la pace, contro le aggressioni militari e il bloqueo degli Stati Uniti” il titolo dell’assemblea, partecipata come i momenti di confronto che hanno caratterizzato l’autunno e la solidarietà con la Palestina e contro la guerra.Decine di interventi si sono alternati sul palco in rappresentanza di organizzazioni, associazioni, sindacati, partiti ed esperienze di solidarietà con Cuba, sia a nome dei promotori che arrivati al Cinema per prendere parte alla discussione.
[Luciano Vasapollo] e il silenzio assordante del mondo dominato dai governi imperialisti delle guerre. Cuba vive oggi una delle fasi più pericolose e drammatiche dalla fine della Guerra Fredda. Mentre i media internazionali celebrano il riavvicinamento tattico tra Donald Trump e Xi Jinping come possibile fattore di stabilizzazione globale, sull’isola caraibica si addensano invece nuove minacce economiche, politiche e mediatiche. Il dialogo tra le grandi potenze non ha ridotto l’aggressività di Washington verso L’Avana;
[Luciano Vasapollo] L’idea che il Venezuela possa diventare il “51esimo Stato” degli Stati Uniti non è una provocazione innocua. È il sintomo di una deriva culturale e politica profondamente inquietante, che riduce la storia dei popoli a una questione di potenza, petrolio e bandiere da piantare sulle mappe. Donald Trump ha dichiarato di stare “seriamente considerando” questa ipotesi, collegandola apertamente alle immense riserve energetiche venezuelane. Parole del genere sono offensive non soltanto per il Venezuela, ma per l’intera America Latina. Parlano il linguaggio dell’annessione, dell’arroganza imperiale, di una mentalità che considera le nazioni come proprietà negoziabili.
[Partido Comunista Português] Il PCP condanna con forza l’aggressione militare degli Stati Uniti e di Israele scatenata oggi contro l’Iran, che costituisce una flagrante violazione dei principi della Carta delle Nazioni Unite, del diritto internazionale, della sovranità e dei diritti del popolo iraniano. Il PCP sottolinea che sono gli Stati Uniti e Israele, con il sostegno e la complicità dei loro alleati della NATO, i responsabili di decenni di violazioni del diritto internazionale, destabilizzazione, terrorismo di Stato e guerra in Medio Oriente, con il loro bilancio di morte, sofferenza e distruzione, espressi nell’occupazione e nella colonizzazione dei territori palestinesi e nell’oppressione del popolo palestinese, vittima della politica genocida di Israele;
[Rete dei Comunisti – Bologna] Nei mesi scorsi a Bologna abbiamo organizzato un ciclo di formazione di critica dell’economia politica con Giorgio Gattei (docente in pensione di Storia del Pensiero Economico, dell’Università di Bologna). Il ciclo è nato con l’obiettivo di ricostruire le categorie fondamentali dell’economia politica per fornire strumenti teorici solidi a chi si colloca su un terreno di cambiamento strutturale della società. In una fase in cui il capitalismo riorganizza le proprie gerarchie, ridefinisce i rapporti tra centro e periferia e scarica le proprie contraddizioni su lavoro, salari e welfare, la formazione teorica non è un elemento accessorio ma una necessità politica.
[Comitato per il NO sociale] Il referendum del 22/23 marzo sulla controriforma costituzionale sulla giustizia varata dal governo Meloni è diventato una sfida politica e democratica a tutto campo. A tale scopo intendiamo dare vita ad un “Comitato nazionale per il NO sociale” nella scadenza referendaria. Siamo quelli che hanno animato le piazze di questi mesi per la Palestina; siamo i portuali che hanno invocato e praticato il “Blocchiamo tutto” dando voce all’indignazione di milioni di persone contro il genocidio e la complicità del nostro governo;
[Luciano Vasapollo] Cuba è sotto attacco. Non da oggi, non da ieri, ma da oltre sessant’anni. Tuttavia, mai come ora l’obiettivo appare così esplicito: cancellare l’anomalia cubana, eliminarla come esempio storico, politico e simbolico. Non si tratta soltanto di rovesciare un governo, ma di spezzare definitivamente l’idea che possa esistere un’alternativa al capitalismo neoliberale nel cuore dell’America. Le notizie drammatiche che arrivano dall’isola non possono lasciare indifferenti. Sono segnali evidenti di un’emergenza umanitaria che cresce giorno dopo giorno. Negli ultimi mesi la scarsità di petrolio è diventata pressoché totale in un Paese che dipende in larga parte dalle importazioni per il proprio fabbisogno energetico. Le forniture, già in drastico calo nel 2025, hanno subito un ulteriore crollo, rendendo insostenibile il sistema elettrico e produttivo.
Le videoregistrazioni dell’Assemblea al fianco del Venezuela e Nuestra America. Le videoregistrazioni dell’Assemblea al fianco del Venezuela e Nuestra America. L’assemblea nazionale “Bring them home!”, svoltasi al Nuovo Cinema l’Aquila a Roma, lo scorso 8 febbraio ha rilanciato con forza la campagna di liberazione per il legittimo presidente venezuelano Nicolás Maduro e la “prima combattente” Cilia Flores, oltre a ribadire il proprio caloroso sostegno ai processi di transizione socialista ed alle esperienze progressiste in America Latina minacciati dall’aggressività dell’imperialismo statunitense. In una sala piena, per circa due ore e mezza, si sono succeduti numerosi interventi