Rompere con Israele, resistere all’imperialismo
Rete dei Comunisti
In continuità con le mobilitazioni autunnali del “Blocchiamo tutto” per la Palestina e il No sociale al referendum contro il governo Meloni, lunedì lavoratori e lavoratrici torneranno a incrociare le braccia per gridare a gran voce che la maggioranza del Paese sa da che parte stare.
L’impunità dello Stato terrorista d’Israele continua nel genocidio a Gaza, l’avanzata dei coloni in Cisgiordania, l’occupazione del Libano, la guerra all’Iran e gli attacchi su tutti fronti mediorientali, a cui si aggiungono gli atti di pirateria internazionale contro gli attivisti e le attiviste della Flotilla.
Rompere i rapporti con Israele a ogni livello è dunque una necessità irrinunciabile per contribuire, qui dal centro della cittadella imperialista, alla libertà e all’autodeterminazione del popolo palestinese in Palestina.
L’Unione Europea e il governo Meloni invece continuano a coprire e sostenere i crimini di Israele, mentre rafforzano le misure repressive per il movimento di solidarietà e di dissenso.
La debole e contraddittoria opposizione del campo largo esprime tutta la sua complicità con il sionismo, rendendolo inadeguato a rappresentare il sentimento maggioritario e popolare che da mesi attraversa il Paese.
Per continuare a sostenere la lotta del popolo palestinese, così come per opporsi ai piani di riarmo, difesa comune ed esercito europeo che uniscono l’arco parlamentare a discapito degli interessi della classe lavoratrice, la Rete dei Comunisti sostiene e rilancia lo sciopero generale indetto per il 18 maggio dall’Unione Sindacale di Base.
Rompere con Israele
Resistere all’imperialismo
Dalla Palestina a Cuba, dalla parte dei popoli in lotta, per il socialismo!


